
Cupido, figlio di Venere, rappresentava per la mitologia romana, il dio dell’Amore.
Un putto grassottello che, armato di arco, decideva in completa autonomia o su commissione, a chi scoccare la freccia dell’innamoramento.
Chi era colpito dalla freccia ammaliatrice, cadeva come un blacco* (v.di definizione) nelle braccia dell’uno o dell’altra. Oserei dire che il putto grassottello, ha contribuito non poco allo sviluppo demografico del nostro mondo...
Dalle putto-frecce del nostro Cupido infatti, sono nati amori diventati simbolo dell’umanità ed eroi della letteratura come Cleopatra e Antonio, Robin Hood e Marian, Romeo e Giulietta.
Se ci pensiamo, in realtà, non è cambiato molto dai tempi di Cupido. C’era l’amore, come c’è oggi, c’erano un uomo e una donna, come ci sono oggi (anche se oserei azzardare di più la parola coppia).
L’unica vera grande differenza è il mezzo. Non più frecce ammaliatrici e arco e putti grassottelli, ma silicio, cavi di rete, webcam e computer.
La tecnologia al servizio dell’amore, per cambiare nuovamente il corso della vita.
E così nascono nuove storie di moderno innamoramento.
Così è capitato all’amico Gentian che vedete in foto, novello Romeo di Tirana in terra d’Albania e la sua bella, ma ahimè tanto americana quanto distante, Giulietta. Il loro Cupido, in questo caso, si chiama Skype.
Si sono incontrati prima in chat, poi con la webcam, poi si sono visti a Verona per la prima volta, si sono ripiaciuti e poi innamorati. Skype gli ha permesso di continuare il loro fidanzamento dando loro la possibilità di “frequentarsi” assiduamente anche da così lontano.
E’ due anni che dura e, questi moderni Giulietta e Romeo, stanno iniziando a fare progetti seri. Carino vero? Che si senta nell’aria odore di fiori d’arancio? Perché no?
E forse, spinto dall’euforia che trabocca dai nostri cuori azzurri stracolmi di vittorie mondiali, forse perché ho appena visto il TG (sigh!), mi è venuta voglia di raccontare una semplice storia di amore e di Skype.
Mr. Pin
Skypecast consigliata per il vostro inglese
*Traduzione dall’emiliano:
Blacco: pesce azzurrino e veloce dell’Adriatico. Di medie dimensioni, è noto per la sua rigidità quando esce dall’acqua tanto da farlo sembrare un pesce vecchio. Rimane immobile per alcuni minuti (non sbatacchia branchie e quant’altro come i pesci normali) e, solo alcuni pescatori ultracentenari, guardandolo fisso negli occhi vitrei, capiscono se il blacco è morto o vivo. Un pescatore normale lo crede morto di vecchiaia e lo rigetta in mare. Il blacco, nel volo di ritorno verso il suo habitat naturale, a volte sembra che urli “Ce l’ho fatta anche stavolta”. Cadere come un blacco è come dire:”rimanere fulminati”.




Commenti
che bella storia! sono proprio contento per voi ragazzi! io riesco a tenermi in contatto, ovviamente gratuitamente, con tutti i miei amici americani..prima le telefonate erano minime, 20 minuti, ora posso stare al telefono per ore e ore!
grande Skype!
diazxxl1 | Wednesday, Jul 12