Per Natale, l’imperativo categorico è: ESSERE BUONI.
Ma non sarebbe meglio essere buoni 364 giorni all’anno e essere cattivi il giorno di Natale? Tanto più che, essere cattivelli,rimane nella nostra indole di essere umani.
Io sono fortunato, vivo anche con degli animali (cani e gatti) che molte volte mi insegnano quale direzione devono prendere le mie “cattiverie” giornaliere.
Cherie, è la prima arrivata. Una dobermanina dolce e intelligente, affettuosa ed equilibrata come i conti che tornano. Lucia invece, identificata subito in mezzo alla cucciolata come la più “ritardata”, l’abbiamo presa nella nostra famiglia per quello (altrimenti, forse, l’allevatore l’avrebbe abbattuta).
Cherie e Lucia non sanno che cos’è il Natale. Per loro è solo un momento in cui i padroncini fanno un po’ più da mangiare e dove qualche boccone in più ci scappa. E anche loro sono contente. Abbaiano, si mordicchiano tra di loro, mangiano e si addormentano al sole invernale distese sull’erba.
Cherie e Lucia, non hanno i grandi progetti per il futuro che abbiamo noi umani. Il loro destino è racchiuso nella giornata trascorsa e in quello che sarà solo l’indomani, la loro ciotola di zuppa e crocchette, il loro abbaiare e mordicchiarsi.
Cherie e Lucia sono delle semplici, delle pure, non hanno infrastrutture e barriere mentali a noi tristemente conosciute.
Lucia poi, nei rari neuroni che attraversano il suo cervello, è una contemplativa, una meditativa. Si piazza col suo sederone in mezzo al giardino e scruta il piatto orizzonte che circonda casa nostra, persa nei suoi “pensieri”. Per ore!
Cherie e Lucia non giudicano, un umano l’odorano. Attraverso il loro tartufone nero decretano immediatamente chi è simpatico o no, il vero dal falso, il buono dal cattivo. Scelgono immediatamente, d’impulso, d’istinto.
Noi no. Abbiamo bisogno di valutare, capire e poi giudicare. E’ questo che ci divide in maniera definitiva dall’animale: la razionalità e, non in tutti casi, l’intelligenza.
Ma purtroppo è anche questa che ci fa commettere le più atroci crudeltà verso noi stessi, verso gli animali e la zolla di fango sulla quale noi tutti viviamo.
E’ un Natale strano, dove l’amaro in bocca si mescola col dolce del pandoro.
L’amaro del caso Welby a cui non hanno nemmeno concesso gli onori del suo Dio, l’amaro dell’Iraq, l’amaro di Gaza, l’amaro dei nostri asmatici bancomat.
Siamo tutti felici per Natale, ne abbiamo diritto. Ma abbiamo anche il dovere di sentire dentro un po’ di amaro, quello che accompagna le bocche delle persone che non hanno la possibilità di festeggiare lietamente questa meravigliosa festa dell’uomo.
Vedete? Cherie e Lucia non avrebbero mai pensato di porsi queste problematiche e, ad essere sincero, se sapessero scrivere, sarebbero in grado tranquillamente di sostituirmi egregiamente.
Ci sentiamo domani per gli AUGURONI.
Dedicato a Welby:
“Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle” ...
Fabrizio De Andrè




Commenti
Ciao Mr.Pin e buon Natale! Perhè, quando cerco di inviare i tuoi filmatini ad altri mi viene dato l'ok e ooi questi, regolarmente, non arrivano? Forse bisogna essere iscritti ad You-tube per poter condividere?
Perchè devi cliccare 2 volte sul filmato. Vieni spedito in youtube alla pagina del filmato originale. Sulla destra del filmato c'è un menù di indirizzi web. Copia quello sotto (object ...) e spedisci via mail questo agli amici che se lo vedranno in "diretta".
Buon Natale anche a te
Mr. Pin
emmepivi | Sunday, Dec 24
Buon Natale a Mr. Pin e a tutti i lettori del Blog!
Grazie Marco e Buon Natale anche a te.
Mr. Pin
marco.greselin | Sunday, Dec 24